8 Settembre 2026

Smelt Torino

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Sinan, Ebru e un viaggio tra cucina e bellezza, da Istanbul a Torino attraverso il Mediterraneo.

Ebru è architetta e vive a Torino da nove anni, anche se il suo rapporto con l’Italia è iniziato molto prima, per lavoro. In questi anni il fratello Sinan, chef di Smelt a Istanbul, è venuto spesso a trovarla, scoprendo ogni volta qualcosa di nuovo della città. Fino a decidere di portare anche qui un nuovo corso del suo ristorante, chiuso un anno fa.

Così Smelt, il cui nome richiama lo smelt, piccolo pesce argentato della famiglia degli Osmeridi, ha aperto in via Mazzini il 1° settembre scorso, dimostrandosi da subito un indirizzo interessante.

Per l’approccio internazionale, innanzitutto: menu in inglese e una cucina che, anche attraverso alcuni piatti storici dello Smelt di Istanbul, guarda alla tradizione mediterranea e alle sue diverse sponde, tra Grecia, Turchia e Spagna. Per le materie prime, fresche e conservate, alcune delle quali sono anche in vendita nel locale. E per l’ambiente, decisamente minimal, ma tutt’altro che freddo: colori caldi e vivaci, dal ciclamino al porpora, tra pareti, tende e complementi, fiori freschi e oggetti di design. Un’estetica destinata a crescere con le mostre di arte contemporanea che Smelt ospiterà da fine settembre, a partire da un tema ricorrente per il 2026: lo sharing, la condivisione.

Nel mio pranzo feriale parto da uno dei signature di Sinan (che condivide la cucina con Samet): il dattero ripieno di gorgonzola al wasabi e uova di trota (6€). Wow. Dolcezza e umami, terra e mare, racchiusi in uno dei frutti più iconici del Mediterraneo. A seguire il börek, pasta fillo ripiena di feta, biete e melanzane, servito con formaggio grattugiato e pomodori semi-canditi leggermente piccanti (14€): ancora una volta un gioco ben calibrato tra dolcezza e sapidità.

Il dolce è un piccolo concentrato di decadenza e intensità: terrina al fondente, mascarpone al lime e lamponi sciroppati e speziati (11€).

C’era molto altro da assaggiare: il polpo con fagioli bianchi, chorizo, salsa romesco e fichi freschi o uva, diventato virale già il giorno dell’apertura; le mandorle con il ghiaccio; il pane al lievito madre e sesamo con il suo burro.

Bella anche la carta dei vini, insieme a una selezione di cocktail, molti dei quali analcolici. Tra i drink, mi sento proprio di consigliarvi lo Smelt Spritz (10€): purea di prugne, estratto di ibisco, sumac, gin e soda.

Forse è proprio questo il senso di Smelt: non portare Istanbul a Torino, né Torino a Istanbul, ma costruire un piccolo punto d’incontro tra le due città. Un luogo dove il Mediterraneo non è un confine, ma una strada da percorrere, un sapore dopo l’altro. Bravi Sinan, Samet ed Ebru.

Smelt Torino
Via Giuseppe Mazzini, 54 D
011 1971 5951
Instagram
MART – SAB: pranzo e cena DOM: brunch
Chiuso il lunedì

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