17 Dicembre 2025

Hot Pot Hub

GLOBETROTTER

C’è sempre una prima volta e, la scorsa settimana, insieme a Claudia e Celeste, ho fatto la mia: il primo hot pot.

Lo gestisce, nei pressi della vecchia stazione di Porta Susa, Angela, che ha l’eleganza e il pragmatismo delle donne asiatiche. Dopo una decina d’anni di esperienza in un altro ristorante hot pot nel centro di Torino e lunghi (e decisamente dispendiosi) lavori di ristrutturazione, Angela e suo marito hanno dato vita a questo Hot Pot Hub. Un locale che colpisce prima di tutto per l’estetica: il progetto è firmato da un architetto italiano, mentre arredi e finiture sono realizzati da artigiani italiani. È bello, curato, accogliente — il maxi-orsacchiotto fuchsia all’ingresso difficilmente lascia indifferenti — ma soprattutto è molto buono.

La proposta è impressionante: un enorme frigorifero a vista, che ricorda quasi un giocattolo per forme e colori, ospita circa 300 ingredienti tra verdure, carni (interiora comprese), pesce, molluschi, crostacei, pasta fresca e secca. Si prende il carrellino, si sceglie ciò che ispira di più e si torna al tavolo, dove — come da tradizione hot pot — c’è una cavità per ogni commensale per mantenere il brodo (a scelta tra nove opzioni, anche vegane) sempre in ebollizione. Al centro del tavolo, una grande piastra permette invece di dedicarsi alla parte barbecue.

Sempre nell’area self si trova un secondo carrello con condimenti, spezie ed erbe aromatiche, da combinare liberamente o seguendo i consigli di Angela e del personale di sala per ottenere il dressing più adatto agli ingredienti scelti.

L’esperienza è dichiaratamente conviviale: perfetta da condividere con gli amici o con i figli (Celeste ha adorato), per assaggiare un po’ di tutto, sperimentare sapori, ingredienti e tradizioni diverse. Interessante anche il gioco delle doppie cotture, come far bollire e poi passare alla piastra alcune verdure o i ravioli.

Bonus track: si esce dal tavolo leggeri. Del resto, parliamo principalmente di bolliture e cotture alla piastra.

I prezzi, a mio avviso corretti in relazione alla qualità delle materie prime, seguono la formula AYCE: in settimana 17,90 € a pranzo e 29,90 € a cena; nei festivi 19,90 € a pranzo e 31,90 € a cena (coperto 2 €). La sera, oltre a una maggiore varietà, l’AYCE include anche un ricco piatto con costata di manzo, capesante, cozze, scampi e tranci di salmone.

In definitiva, un indirizzo che unisce estetica, qualità e convivialità, capace di trasformare una cena in un piccolo viaggio gastronomico condiviso. Un’ottima prima volta — e, con ogni probabilità, non l’ultima.

HOT POT HUB
Corso San Martino, 2/A
011 186 90 124
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https://hotpothub.it/

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