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WANG_JIAO_1Siamo ancora ufficialmente nella settimana dei festeggiamenti del Capodanno Cinese che è stato precisamente lo scorso venerdì 16 febbraio.
Siamo entrati ufficialmente nell’Anno del Cane e come ogni tradizione che si rispetta la pausa pranzo di Monsu Barachin di quel giorno è stata rigorosamente cinese.

WANG_JIAO_2Ogni tanto cerco di scoprire nuovi locali che offrono in città la cucina autentica cinese e quest’anno ho provato il WANG JIAO, una solo sede a Torino, ma ben quattro a Milano, dove – sappiamo – la comunità cinese è più numerosa e attiva.

Il ristorante torinese è molto grande e in pausa pranzo poco affollato: molto legno alle pareti e nei soffitti nella forma di suggestivi bastoni di lunghezze diverse, che conferiscono un effetto movimentato e caldo all’ambiente; in più un piacevole sottofondo di musica (leggera/pop) contemporanea cinese ci permette di entrare nella giusta atmosfera, quasi come fossimo là a festeggiare con il popolo cinese.WANG_JIAO_5
A pranzo una menù dedicato con una decina di piatti della cucina ruspante cinese – ispirata a quella di Hong Kong – con acqua e caffè a 8 euro; non aspettatevi riso cantonese e pollo alle mandorle, ma intestino e orecchie di maiale piccante, zampe di pollo, teste d’anatre ma anche i più rassicuranti Calamari sale e pepe, Ravioli (di carne/gamberi/verdure) al vapore o alla piastra, Branzino allo zenzero, Puntine di maiale in agrodolce e Manzo al cartoccio con coriandolo e sesamo.
WANG_JIAO_4Se in una trattoria piemontese insalata russa e vitello tonnato sono i parametri per valutarne la cucina, nei ristoranti cinesi il discriminante sono i ravioli: buoni, freschi, pasta consistente e ripieno gustoso e succoso ma non coperto da aglio o cipolle; spaghetti all’uovo spadellati con verdure, germogli di soia e anatra arrosto (l’anatra è il piatto della festa e non può mancare al Capodanno) buoni ma che avrei preferito pià rosolati, quasi glassati; il dolce, ovvero il Tenyuan, palline di riso glutinoso ripiene di pasta di sesamo nero, quindi insolitamente fritte, ma in ogni caso buone.

Il loro piatto forte resta la Pentola di Fuoco, una sorta di wok caldissimo e con cibi decisamente piccanti cucinati dentro; un bel rito per consumare un piatto tradizionale come veri cinesi (in festa).

Ci ritornerò per un pasto conviviale, forse la sera, anche per assaggiarla.WANG_JIAO_3
Wang Jiao
Corso S. Martino, 4
011 1947 8260
MART – DOM: pranzo e cena

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