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Pranzi ‘alternativi’ in Borgata Tesso.

Avete tanti motivi per venire qui. Prima di tutto per scoprire la vecchia Barriera di Lanzo, oggi nota come Borgata Tesso, una piccola area di Borgo Vittoria delimitata da via Orvieto, via Tesso e via Giachino. Questa via, oggi rivestita da sampietrini nel tentativo di restituirgli la sua natura di paese dentro la città, un tempo era il varco che permetteva di dirigersi verso le Valli di Lanzo, meta di villeggiatura della borghesia torinese, come i Mulassano – quelli del Caffè di piazza Castello – che proprio a Borgata Tesso ci abitavano.
Questo è stato da sempre un quartiere laborioso. All’inizio le prime fabbriche, quella di stracci Chiavazza, l’Opificio Galoppo e la liquoreria Trinchero, sostituite dalle Officine Savigliano e dalle varie industrie della Spina 3 e della Spina 4. Oggi tanti negozi etnici, molti stabili che meriterebbero restauri accurati e tanto colore.

Il secondo motivo per venire qui è infatti quello di ammirare la street art che vivacizza strade e vicoli; tanti writer, alcuni anche su interventi pubblici commissionati dal Comune, hanno scelto questo zona per le proprie opere: un’inaspettata Bushwick sabauda dove ammirare gli splendidi graffiti di Bans, Jaman, Mauro149, Mrfijodor, Mr. Thoms, Corn79, Piove, Wubik e Zorkmade solo per citarne alcuni.
Il terzo motivo è squisitamente gastronomico: scoprire la cucina della Trattoria L’Alternativa. Uno spazio gestito dalla cooperativa L’Isola di Ariel, che tra l’altro gestisce anche l’interessante Locanda Clandestina in San Salvario raccontata qui.
Il luogo per un pranzo feriale, il tradizionale pranzo di festa, un aperitivo, una cena informale. Il pane (e i grissini) sono quelli eccezionali di Farina nel Sacco/Libera Mensa dietro cui sta quella persona meravigliosa che è Emilia Luisolo e che è stata il contatto galeotto del mio pranzo della domenica qui.
Alla domenica un menù ad hoc a 15 euro con primo, secondo con contorno, acqua, vino e caffè; diversamente si può attingere dal menu del giorno dove i primi – classici spaghetti, penne, gnocchi di patate con amatriciana, arrabbiata, carbonara, pomodoro e basilico – sono a 5 euro (davvero!) e i secondi, milanese, paillard, insalate miste, bresaola e burrata, sono a 8. Più alcune Alternative come l’abbondante e buonissimo piatto di antipasti piemontesi (vitello tonnato, peperoni arrostiti con acciughe e insalata russa) a 8 euro.

Noi, dopo l’antipasto, ci siamo fermati ai primi perché le porzioni sono davvero importanti. E a parte le farfalle in cui il pesto avrebbe potuto essere fresco (ma alla mia Celeste sono comunque piaciute), sia gli gnocchi di patate alla carbonara che i gnocchetti sardi al ragù di salciccia, dal menù del giorno, soddisfacenti e ben preparati.
In più alla domenica, prenotando in anticipo, è possibile degustare i classici piatti dei pranzi di festa: dal bollito misto al fritto misto alla piemontese, dai tortellini in brodo al brasato al Barolo con una spesa intorno ai 25 euro con due piatti e il dolce.

Vi ho fatto venire voglia di un pranzo ‘alternativo’?
Trattoria l’Alternativa
Via Errico Giachino, 60c
011 020 0898
Pagina FB
LUN – SAB: pranzo e cena
DOM: pranzo
Chiuso la domenica sera.

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