EVENING OUT

C’è qualcuno a cui non piace il salame?
Chi ne va matto è Monsu Barachin che valuta i ristoranti in fette di salame e, non a caso, il protagonista della cena organizzata presso Casa Amélie in occasione dello scorso Salone del Gusto – Terra Madre era proprio il Salam de Sibiu IGP.

Non un salame qualsiasi, ma un salame crudo proveniente da varie zone della Romania  (nel dettaglio le provincie di Bacău, Braşov, Bucarest, Covasna, Călăraşi, Ilfov, Prahova, oltre ovviamente a quella di Sibiu) caraterizzato da una consistenza compatta, quasi elastica e un sapore persistente di affumicato, che viene associato solitamente ai salami cosiddetti ‘ungheresi’.

Gli ingredienti, oltre alla carne di suino (polpa magra e lardo), sono l’emblema della semplicità, ovvero sale, pepe, ginepro, aglio.

Un salame che dal più semplice e rassicurante pane (fatto in casa) e salame al brodo di salam (con ravioli e profumo di maggiorana), dal crumble di salam su gambero con i lamponi alle chips di salam su stracotto di manzo, ha permesso al cuoco Guido Perino di giocare e sperimentarsi con il salume rumeno, realizzando una serie di accostamenti azzeccati che hanno saputo valorizzarlo.

E noi ospiti ci siamo divertiti con lui: premiati alla fine anche con un salame di cioccolato (poteva esserci un dolce diverso?), friandises al burro e zucchero filato come perfetto coronamento della serata.

Faremo attenzione d’ora in poi a verificare che il salame romeno in cui ci potremmo imbattere, sia effettivamente ‘de Sibiu IGP’.
Fatelo anche voi.

 

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