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REV_CALIENTE1Ogni tanto invidio la mia amica Anny, figlia di immigrati italiani, nata e cresciuta nello splendido Perù.
Un paese di cui riesco solo ad avere risvolti positivi a partire dai suoi ristoranti, provati finora da Monsu Barachin a Torino, e dalla sua gente, quella che lavora nei ristoranti, ma anche quella conosciuta diversamente: un’umiltà di fondo incredibile, un sorriso costante e una naturale predisposizione positiva nei confronti della vita e del prossimo.

La cucina peruviana, mettendo da parte quella stellata e di alto livello così celebrata al momento, è un po’ come quella italiana e mediterranea, estremamente varia, colorata e molto rassicurante nella sua semplicità; è forse questo il frutto del suo successo e aggiungo io, rispetto agli altri ristoranti etnici che aprono spesso in città, un’ottima professionalità in cucina e in sala, a dimostrare – proprio come per noi italiana – che in Perù la cucina è una cosa seria.

REV_CALIENTE2L’ultimo ristorante provato è Revolucion Caliente; un nome che – a dispetto di quanto pensavo legata alla storia peruviana – evoca una storia metropolitana della capitale Lima, legata al personaggio del biscoteiro, un uomo che andava in giro per i parchi della città vendendo biscotti e cantando una canzone che diceva appunto “Revolucion caliente, musica por los dentes…” in riferimento alla croccantezza dei biscotti.

Questo approccio naif ritorna anche nei piatti proposti: semplici, rassicuranti, buoni; a partire dalle celeberrime papas a la huancaina o in versione ocopa (ovvero con una salsa verde per la presenza dell’erba huacatay) per arrivare alla Sopa (o caldo) de Pollo o il riso Caufa, riso saltato con verdure, uova e salsa di soja, con mariscos/frutti di mare.REV_CALIENTE3
A pranzo da Revolucion Caliente oltre al menù alla carta è possibile optare per il menù del giorno, che prevede due piatti di cui un entrada e un plato del dìa, per ognuno dei quali 4 o 5 scelte al prezzo di 8 euro. Pochissimo considerata la bontà dei piatti!

Gli appassionati di cucina peruviani saranno contenti di sapere che nel menù non mancano (quasi) mai il ceviche, quasi bandiera culinaria nazionale, e il tamal, ovvero fagottino in foglia di banano con farina di mais, carne di pollo o maiale, olive e arachidi.REV_CALIENTE4
Si beve chicha morada o un altro infuso fatto in casa come l’agua de pomo e si può concludere con un semplice e buono dolce di quelli della tradizione peruviana: pie de limon, alfajores, torta al cioccolato.
Quando sono stato io in pausa pranzo la scorsa settimana, ero l’unico italiano ed è stato molto bello far parte anche solo per il pranzo della comunità peruviana a Torino.

Ho mangiato: ocopa, aroz con mariscos, torta al cioccolato (farcita di duce de leche) e bevuto: chicha morada.blocco_REV_CALIENTE
Revolucion Caliente
Via Digione, 8
0117933985 – 3405249240
Pagina FaceBook
LUN – SAB: pranzo e cena DOM: solo cena

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