GLOBETROTTER

POOR_MANGER_1Il nome e il logo del locale sono già l’ottimo biglietto da visita di questo locale: un mix di francese, molto legno come fossimo in Savoia sulle alpi francesi, e inglese, a richiamo delle jacket potatoes che quasi tutti a Londra hanno assaggiato dalle parti di Coven Garden e poi il logo è davvero bello, simboleggiando bene l’anima del locale che coniuga leggerezza e semplicità di sapori.

POOR_MANGER_3Monsu Barachin non impazzisce per le patate eppure un locale che serve quasi solo patate riesce a convincerlo: sarà perché le patate qui cucinate bio (si può mangiare anche la buccia), di montagna e cotte come sotto la brace sono molto buone, sarà perché farciture sono varie, dal nord al sud Italia, stagionali accontentando i gusti di tutti, compresi vegetariani e vegani. Oltre alle patate, taglieri, zuppe del giorno, insalate, piatti freddi e panini preparati con gli stessi ingredienti in bella vista nel bancone frigo.
POOR_MANGER_2I prezzi sono buoni (7/8 euro) anche perché una patata (decisamente grande) con i suoi ripieni toglie la fame da sola e lascia lo spazio per un dolcino (discreto) anche questo sufficientemente rustico e spesso internazionale, come il cobbler di pesche in menù nella mia ultima visita di fine estate.
POOR_MANGER_4Lo spazio (tra interno e dehors) non è molto, ma si può scegliere di prendere le patate take away da consumare (finché il tempo lo permette) nei vicinissimi Giardini Cavour: uno degli angoli verdi più eleganti di Torino, resi ancora più suggestivi dai colori dell’autunno.POOR_MANGER_5
Ho mangiato
: patata con zucchine, porri e gorgonzola, patata con olive, peperoni e toma, crema di mascarpone con fichi caramellati e granella di mandorle.

Poormanger
Via Maria Vittoria, 36/B
348 556 8379
www.poormanger.it
Sempre aperto.

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *