PIZZA & CO

In un momento in cui tutti parlano di pizza napoletana cotta nel forno a legna, c’è chi prende un’altra direzione rimanendo nel solco della tradizione. Torinese. Della pizza.

Parliamo del padellino, che – anche detto tegamino – sembra storicamente importato nella città subalpina da pizzaioli e ristoratori toscani e fiorentini da cui la tradizione di far lievitare e poi cuocere la pizza in un tegame deriva.

La scelta di Imma Ferraro, chef di livello napoletana, va proprio in questa direzione: recuperare la tradizione del padellino, arricchendola di tutti quelle attenzioni ad oggi dedicati alla pizza: materie prime di qualità ma soprattutto la farina; una farina che è stata studiata con un piccolo molino del cuneeseMolino Fruttero a Fossano – proprio per il padellino e che – brevettata e con ricetta segreta – sarà presto in vendita anche da PAD.
Seconda grande novità di PAD sono le dimensioni: se già le dimensioni del padellino sono più piccole della normale pizza al mattone e permettono quindi se non di mangiarne due, almeno una e mezza, le mini pad (diametro 14 cm) – nate per l’asporto – permettono un assaggio multiplo.

Come quello effettuato da me e il giovanissimo compagno di mangiate food writer in erba Alessio D’Aguanno: Margherita, Cacio e pepe (con pere, formaggio e noci), Selva (con mortadella di cinghiale e mozzarella di bufala, entrambe dopo cottura) e Norma, con melanzane fritte e ricotta infornata; per entrambi la migliore.
L’altra protagonista di Pad è la farinata, spesso in coppia al tegamino nei locali torinesi, che richiede ancora qualche aggiustamento nelle consistenze e che sarà (anche) venduta a strisce per l’asporto.

Abbiamo concluso con un classico comfort food: pane, ops focaccia al padellino, Nutella® e granella di nocciole e noci e castagne e noci ripiene di gelato, che invece sono un classico fine pasto partenopeo.

Brava Imma (napoletana), che hai portato creatività e contenuti intorno al buon vecchio PADellino (torinese) e che presto esporterai anche fuori città.
PAD
Corso Vittorio Emanuele II, 32
011 02 60 229
https://www.ilpad.it/
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Sempre aperto.

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