L’ITALIA DELLE REGIONI

Seconda puntata dei pranzi di Monsu Barachin al Mercato Centrale.
All’assaggio questa volta la pizza, i tartufi, il pollo e tutto lo street food siciliano.
La pizza di Marco Fierro
Com’è la pizza di Marco Fierro? Buona, ben alveolata con un impasto leggero e digeribile a partire da lievito madre e farine di grano tenero macinate a pietra (Agugiaro & Figna); Monsu Barachin che è un po’ pistino con le cotture la vorrebbe un po’ meno bruciacchiata, ma in generale prova più che promossa. Una scelta di pizze giustamente limitata, le classiche (Margherita, Marinara, Napoli e Capri con pomodorini, bufala, origano e tanto basilico fuori cottura) più la classica pizza fritta partenopea, a cui presto dovrebbero anche aggiungersene alcune a tema tartufo, che io ho assaggiato in anteprima: molto, molto buone.

Il Girarrosto di Enrico Lagorio
Qui il protagonista è il pollo allo spiedo: pollo a lento accrescimento allevato in Toscana fatto marinare in una salamoia di erbe aromatiche e spezie tipicamente toscane e poi cotto nel girarrosto usando solo carbone e legna con una cottura lenta, costante. Il secondo protagonista è lo spiedone (10€) dove le carni di pollo e maiale sono separate da pezzi di pane che raccolgono tutti i sughi di cottura della carne diventando qualcosa di più di semplice pane di accompagnamento: io però non ho mangiato né il pollo arrosto, né lo spiedone ma un’ottima caesar salad (8€) preparata con una piccata di pollo molto saporita tagliata e servita sull’insalata con grana, crostini e una salsa con maionese e formaggio. Anche decisamente leggera.
Tartufi Savini
Ad essere precisi il Mercato Centrale è dove i Tartufi (toscani) Savini hanno sposato la storica gastronomia sabauda Barbero, che da sempre vende i conservati Savini a base di Tartufi. È iniziata tra l’altro proprio settimana scorsa in Toscana la stagione del tartufo ed è quindi possibile trovare il tartufo bianco toscano fresco all’interno delle varie botteghe Savini nei Mercati Centrali e in quella di Torino dal 1° ottobre si unirà poi il tartufo bianco di Alba: lo si può gustare sui classici tajarin piemontesi (18 €) fatti a mano dai signori Barbero, ma anche sui gnocchi e in altre proposte gastronomiche in un’annata che sembra particolarmente abbondante e di buona qualità. Se volete prendervi qualcosa da portare a casa di particolare e gourmet: la crema di parmigiano al tartufo o le peschiole al tartufo, ovvero pesche nettarine nane raccolte prima della maturazione e messe con via con olio, aceto e tartufo: un sapore e una consistenza incredibile.
Arà – specialità siciliane di Carmelo Pannocchietti
Un pezzo di Sicilia a Torino. La Sicilia più verace quella mercati del Capo di Palermo o la Fiera di Catania: materie prime rigorosamente dall’isola  – limone Interdonato, arance di Ribera, mandarino di Ciacculli, fichi, pesche e albicocche da coltivazioni biologiche, mandorle romane della Val di Noto, pistacchi di Bronte, cioccolato di Modica, ricotta di Giarratana – e una scelta dalla vetrina che farebbe invidia alle migliori pasticcerie e friggitorie siciliane. Io ho assaggiati tutti gli arancini possibili (classico con ragù e piselli, burro e prosciutto, melanzane, mortadella e pistacchi), panelle, il cannolo (riempito al momento), la cassata non eccessivamente dolce e con tutto il gusto salino della ricotta di pecora e della pasta reale.
Viaggio in Sicilia per la durata di un pranzo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mercato Centrale Torino
Piazza della Repubblica, 25
011 089 8040
https://www.mercatocentrale.it/torino/
Pagina FB
Sempre aperto 08:00/24:00.

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