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Tiramisù prima di tutto.

Per parlarvi dello spazio ristorativo all’interno delle Fonderie Ozanam parto dal fondo, come accade raramente qui sul blog.
Lo faccio perché il tiramisù, come si vede anche chiaramente dalla foto, era perfetto: la giusta quantità di crema, dolce e vellutata al punto giusto, savoiardi ben imbevuti di caffè intenso, cacao amaro e chicchi di caffè a contrastare il dolce.
Anche il resto era buono: una cucina semplice, genuina, economicamente sostenibile; nel pranzo feriale primi a 5,50 €, secondi (tra cui pizza al tegamino) a 7€ con delle interessanti formule con contorno o dolce rispettivamente a 7€ e 9,50€.

Per parlare di questo spazio occorre però tornare un po’ indietro al progetto sociale che l’ha fatto nascere e lo anima e alla struttura storica che lo ospita.
Come dice il nome, questa era originariamente una Fonderia e dal 1910 al 1965 si sono prodotti qui oggetti in leghe leggere, fucinati e stampati, martelli elettrici, tasselli e articoli fusi in metall3 per conto della Società Italiana Milangili Brevetti Invenzioni (SIMBI). L’architetto bulgaro Nicolaj Diulgheroff (1901-1982) intervenne, dal 1938 al 1941, sul complesso e, accorpando più edifici, realizzò una costruzione di tipo tardo razionalista. Nel 1969 gli stabilimenti ormai dismessi dalla SIMBI furono affittati dalla FIAT, che senza autorizzazione avviò i lavori per alloggiare qui i suoi lavoratori immigrati.

Negli anni Settanta il Comune concede queste strutture in gestione alla Casa Federico Ozanam, l’iconico signore con gli occhiali tondi e la folta barba presente nel logo, per aiutare e accogliere senza scopi di lucro studenti e operai. A causa di problemi finanziari, tra il 1986 e il 1987 i locali furono riconsegnati al Comune che li ridistribuì fra diversi enti, riservandoli ad attività socialmente utili per la comunità locale.

Nel 2016 si attua l’Ortoalto Le Fonderie Ozanam che è il progetto pilota di OrtiAlti: un orto sul tetto del ristorante della cooperativa Le Fonderie Ozanam, finalizzato a produrre vegetali freschi da impiegare nella preparazione dei cibi e a creare un nuovo spazio di socialità per tutto il quartiere. Il progetto nasce dalla collaborazione con la cooperativa sociale Meeting Service, beneficiaria dell’intervento, e l’impresa sociale di giardinieri Agridea: sono effettivamente le verdure e la frutta utilizzate anche nel ristorante sotto.
A pranzo il menù è quello semplice ed economico raccontato sopra, mentre a cena – dal giovedì alla domenica – il menù alla carta è più particolare e ricercato: Salmone rosso marinato alla barbabietola con coulis di mango e crumble croccante, Girello al punto rosa con salsa tonnata tradizionale, risotto pere e Roquefort, Polpo arrosto su crema di patate, polvere di cappero e zest di limone, Guancia di manzo brasata al nebbiolo. Restano le pizze al padellino, la farinata e anche i dolci.

Io tornerò sicuramente a cena, facendo prima un giro sul suo terrazzo verde o nei suoi spazi interni dove le istallazioni presenti e le mostre allestite periodicamente mi permettono ogni volta di scoprire qualche artista promettente.
Le Fonderie Ozanam
Via Foligno, 14
011 521 2567
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LUN – VEN: pranzo GIOV – SAB: cena Chiuso la domenica

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