PROVATO PER VOI

COPERTINA_FANCEATConoscevo già Fanceat dai racconti di critici gastronomici locali e dalla loro stessa presentazione presso un evento, nell’ambito del Food Innovation organizzata presso l’I3P (incubatore del Politecnico di Torino) e quindi ho accettato molto volentieri di provare questa formula interessante e innovativa che permette di preparare e consumare, con tempi ridotti (max. 20 minuti) e sforzi minimi di preparazione, l’alta cucina da ristorante (anche stellato) a casa propria.

FANCEAT1Sarà però che Monsu Barachin nasce cuoco ancora prima che assaggiatore e che la tipologia di menù scelto non fosse il migliore da trasportare, l’ottima impressione a monte è stata solo in parte soddisfatta.

Fuor di dubbio della bontà delle materie e della preparazione (nel mio caso menù Gran Torino di Camilla’s Kitchen), in particolare i cibi prelevati dalla scatola in polistirolo erano appena freschi (e non freddi) e gli agnolotti, in un contenitore di plastica trasparente non sotto vuoto, erano per la maggior parte appiccicati tra di loro, con evidente difficoltà a dividerli per la cottura.FANCEAT2
Le istruzioni di preparazione sono assolutamente chiare (sia sulla brochure allegata, che sul sito con appositi video) anche per dummies della cucina e non mancano consigli didascalici di impiattamento considerando che i piatti andranno a costruire un pranzo o una cena in cui sarà importante non solo cosa si mangia, ma come lo si mangia.

Sarebbe interessante forse coinvolgere un food designer o forse anche solo titolari di gastronomie storiche che elaborino delle modalità di impacchettamento per un trasporto più confortevole e che possano valutare e consigliare la portabilità dei menù da proporre.FANCEAT3
Bravi i ragazzi di Fanceat
: spero che il consiglio di Monsu Barachin non possa che aiutarvi a migliorare già un’ottima idea!

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