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L’Italia delle regioni (Cucina regionale italiana)

PUGLIALAB

puglia_lab_01La puglia spacca. Anche d’inverno. Sia al cinema che a tavola.
Un nuovo locale aperto da qualche mese in via Nizza con l’obiettivo di deliziare il cliente torinese con tutte le prelibatezze della cucina pugliese, a partire dalla focaccia pugliese con i pomodorini e le patate per la colazione o un break di metà mattina, per passare alla pausa pranzo dove almeno un primo piatto e un secondo tra quelli del giorno appartengono alla tradizione pugliese, fino ai dolci (per lo più bocconotti e zeppole di San Giuseppe) fino all’aperipuglia e all’ampio e ricco pranzo della domenica che può essere di terra o di mare (25 euro tutto compreso). (altro…)

LE SCODELLE

scodelle1Amo da sempre i piatti della cucina emiliana – spingendosi nella bassa fino al Mantovano e Cremonese – che trovo corposi e rassicuranti: tortelli di zucca, salumi caserecci, erbazzone; tutto innaffiato dal frizzante succo d’uva locale, Sua Maestà il Lambrusco. (altro…)

BOGIANEN

BOGIANEN1bis“Lo vuoi un sanguis per pranzo?”

A dire il vero i panini, che a un certo punto i piemontesi hanno incominciato a chiamare sanguis piemontesizzando l’inglese sandwich, preparati da mia nonna erano molto più basici (prosciutto cotto o salame Milano) e preparati con la classica bananina. (altro…)

BracioLemani

BRACIO_LEMANI1Pensavo di aver assaggiato tutto della Sicilia, dalle busiate trapanesi alle teste di moro di Scicli, dalle scacce modicane ai biscotti ricci di mandorle di Agrigento, invece mi sbagliavo.
Non avevamo mai assaggiato le braciole (involtini) messinesi: lo scopro a Torino in un locale dal nomen omen BracioLemani®. (altro…)

SODO

SODO2All’ombra del Conservatorio, su quella che resta una delle piazze-salotto più belle di Torino, un locale piccolissimo, fratello minore dell’Enoteca Bordò in zona Quadrilatero: la mano è la stessa, ovvero quella delle sorelle toscane Chiara e Francesca Bordonaro, con piatti semplici ma molto gustosi dalla cucina toscana, ma anche piemontese, siciliana e qualche incursione internazionale. (altro…)

IL FILO DI MARIANNA

FILO_MARIANNA1bisIn un’ipotetica gara tra cucina piemontese e campana o siciliana, queste ultime – quanto a creatività e originalità delle proposte – vincerebbero a man bassa. Monsu Barachin è un grande estimatore di vitello tonnato, insalata russa e gnocchi alla bava, ma rimane sempre stupito di quanto può essere varia e creativa la cucina del sud Italia, sapendo combinare in modo eccezionale, pasta e verdure, pesce e carne con formaggi. (altro…)

MOI MOI

MOI_MOI1Il Salento “lu sule lu mare lu jentu”.
In un giovedì di quasi primavera (l’altro ieri nevicava ma vi assicuro che all’inizio di marzo era primavera inoltrata), sole e vento non mancano a Torino e per supplire la mancanza del mare, decido almeno di mangiare salentino provando quella che è diventata da quasi cinque anni un’istituzione delle pause pranzo (studentesche e non) in zona Palazzo Nuovo.
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SCIAMADDA

SCIAMADDA1Sarà che è la cucina regionale (dopo quella piemontese) più praticata e provata per la vicinanza geografica e le frequenti incursioni transappenniniche, ma la cucina ligure è davvero una delle buone e confortanti d’Italia: un uso sapiente e vario delle verdure (fritte, ripiene, nelle torte salate), il pesto, tanto pesce e poi Sua Maestà la focaccia (normale e di Recco) in ottima compagnia con fainà (farinata) e panissa fritta. (altro…)

PASTIS

PASTIS1Nella piazza più parigina di Torino, l’essenza della Sicilia (a tavola): non è uno slogan pubblicitario, ma la descrizione di uno dei locali più longevi (15 anni il 30 giugno scorso) e iconici del Quadrilatero Romano: Il Pastis.
Ottima cucina siciliana e un dehors che è davvero il plus del Pastis: l’ombra dei platani con la vista sugli storici palazzi dall’allure francese di piazza Emanuele Filiberto. (altro…)

NORMA

NORMA1Da Norma la polpetta diventa impiattata. Nella prima polpetteria (artigiana) di Torino viene riservato all’alimento sferico più amato da grandi e piccini un trattamento d’onore: piatto (e sottopiatto) per tributarle l’onore dovuto. (altro…)