PIZZA & CO

Sabato 1° maggio. Ora di pranzo. Pioggia.
Quasi tutto chiuso in zona Vanchiglietta in cui ci troviamo, a parte un dehors semi vetrato aperto a cui chiediamo la disponibilità di tre posti.

È la pizzeria A‘livella, ma anche ristorante, soprattutto, di pesce che prende il nome dalla poesia più amata di Totò A‘livella che ironizza sulla morte, partendo dal concetto chiave: la morte rende tutti uguali, ricchi e poveri.
Parlerei di food serendipity.
Perché non solo la pizza era molto buona, i titolari gentili e accogliente, ma scopriamo che le pizze sono preparate e sfornate da un maestro pizzaiolo, tale Francesco Bellocchio. Pizze a lunga lievitazione con ben dieci impasti tra cui scegliere: dal più semplice integrale o multicereali a più insoliti farina di canapa, moringa, grano saraceno e alga spirulina (tutti con una maggiorazione di 1€ sul prezzo della pizza).

L’impasto base è farina 1 – bandite la 0 e la 00 – per una pizza non propriamente napoletana con il cornicione più pronunciato, ma leggera e il giusto compromesso tra croccantezza e morbidezza.
Pizze per lo più tradizionali con qualcuna più contemporanea come la Della Valle, assaggiata da noi, con pomodoro, mozzarella, toma, patate lesse e salame fresco di turgia (10€) e impasto ai semi di canapa; altrettanto soddisfacente la delicata Noce: impasto multicereali con salsa di noci, stracchino e scaglie di parmigiano (7,5€).

Ci sarebbero stati da assaggiare i dolci di loro produzione che facevano davvero tanta gola.
Ma li proveremo in una nuova visita che faremo presto dopo uno dei primi (di pesce) super appetitosi che ci hanno consigliato i vari habitués del locale.
A’Livella
Corso Belgio, 50
011 860 0173
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Sempre aperto

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